martedì 10 novembre 2015
sabato 24 ottobre 2015
L'ORMONE CHE FA BENE ALLE OSSA E RIDUCE I GRASSI.
UNA RICERCA DELL'UNIVERSITA' DI BARI
http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/altre-notizie-home/ecco-l-ormone-che-fa-bene-alle-ossa-e-riduce-i-grassi-no856021
sabato 17 ottobre 2015
IL TÈ, NON SOLO PROFUMO E SAPORE
Il consumo del tè è in costante aumento. Il tè é apprezzato
sia per i suoi benefici effetti sulla salute sia per il gusto che caratterizza
le diverse qualità. Le qualità più conosciute sono il verde e il nero, ma negli
ultimi tempi sono in commercio anche il bianco e il rosso. Tranne il tè rosso,
tutti i tipi di tè hanno origine dalla pianta Camelia Sinensis. Quello che li
differenzia è la lavorazione, ossia se c’è stata più o meno fermentazione. Il
tè nero è fermentato a differenza del tè bianco dove non è avvenuta
fermentazione, invece nel tè verde la fermentazione è arrestata subito dopo la
raccolta.
Tra i principali componenti del tè vanno evidenziati:
·
I
Polifenoli: sostanze con un forte potere antiossidante che influiscono sul
sapore del tè; tra i polifenoli troviamo i flavonoidi e tra questi le catechine
che sono le sostanze più importanti tra i polifenoli del tè.
·
Le
Metilxantine: tra queste la caffeina, la teofillina e la teobromina tutte con
azione stimolante.
·
Le
Vitamine: vitamina A e vitamina B, e nel caso del tè verde anche altre vitamine
come la vitamina C.
·
I
Minerali: calcio, fosforo, sodio, potassio e nel tè verde anche cromo,
magnesio, cobalto, nichel, fluoro, selenio e altre sostanze.
·
Sostanze
aromatiche: a queste dobbiamo il profumo caratteristico del tè e in parte anche
il sapore
L’assunzione regolare di qualsiasi tipo di tè per il suo
potere antiossidante aiuta a contrastare il decorso di malattie degenerative e
lo sviluppo di cellule tumorali. Il tè è inoltre un potente alleato in caso di
malattie cardiovascolari o di ictus e riduce i livelli di colesterolo cattivo
nel sangue.
I principali tipi di tè hanno effetti benefici
sull’organismo.
TE’ VERDE
E’ un antibatterico naturale, soprattutto per il cavo orale;
la sua azione riguarda soprattutto la bocca e i denti.
TE’ NERO
E’ utile per prevenire le malattie cardiovascolari ad opera
in particolare della teobromina contenuta in esso. Rispetto ad altri tè contiene un quantitativo maggiore di
caffeina per cui è sconsigliato se si soffre di insonnia.
TE’ BIANCO
E’ il più ricco di antiossidanti, preziosi alleati contro
l’invecchiamento e in grado di mantenere la pelle giovane e luminosa più a
lungo. La sua assunzione regolare migliora la densità del tessuto osseo e aiuta
a combattere l’osteoporosi e l’artrite.
TE’ ROSSO
E’ particolarmente indicato per risolvere i problemi di
pelle, in particolare in caso di dermatite atopica, eczema o di acne. Privo di
caffeina è adatto a tutti, dalle donne in gravidanza ai bambini, dagli ipertesi
ai cardiopatici. Il suo basso contenuto di tannini consente a questo tè di
mantenere il suo sapore dolce anche dopo una lunga infusione.
domenica 27 settembre 2015
ESTRAMET : TEST PER LA PREVENZIONE DEL TUMORE AL SENO
Negli ultimi anni la medicina di
laboratorio ha approfondito e studiato il ruolo assunto dagli estrogeni nella
formazione e nello sviluppo delle neoplasie al seno.
Il nostro organismo metabolizza tali
ormoni in differenti metaboliti, alcuni dei quali sono in grado di
stimolare,altri di inibire, l'insorgenza del tumore mammario.
I due metaboliti interessati sono :
Estrone 2 (2OHE1) che tende a inibire
la crescita tumorale
Estrone16 ( 16OHE1) che favorisce la
crescita tumorale
Sudi clinici hanno dimostrato che
poter determinare il rapporto Estrone2/Estrone16 può fornire un importante
indicatore del rischio di sviluppo del tumore al seno.
Estramet è il test in grado di
determinare il rapporto tra i due metaboliti Estrone 2 / Estrone 16 in campioni
di urina. E' un test in grado di evidenziare uno specifico fattore di rischio
del cancro mammario e quindi consente una corretta prevenzione primaria del
tumore stesso. E' stato dimostrato che ogni donna può modificare un indice di
rischio sfavorevole semplicemente assumendo una sostanza protettiva naturale :
l'indolo3 carbinolo .Questa sostanza è presente in una particolare classe di
alimenti , le crucifere (cavolo,cavolfiore e cavoli di Bruxelles), ed è in
grado di modificare significativamente il metabolismo degli estrogeni.
giovedì 27 agosto 2015
ANTROPOLOGIA
DELLA CUCINA E NUTRIZIONE TRADIZIONALE:
PER
UNA GLOBALIZZAZIONE DEL PIATTO UNICO *
Nutrirsi è una delle attività
fondamentali e cucinare è un termine molto presente nella vita quotidiana.
Mangiamo e cuciniamo molte cose durante la giornata e qualità, quantità e
finalità del cibo sono tutti aspetti analizzati scrupolosamente negli innumerevoli
format sul cibo trasmessi dai canali televisivi. Ma la logica nutrizionale e
funzionalistica non fa ombra e depaupera la cucina come arte ed estetica?
Cucinare significa caricare un cibo di valori estetici, simbolici, emozionali e
relazionali e non solo calcolare l'apporto degli elementi nutritivi e gli
effetti sulla salute dell'organismo come oggi si è portati a fare. Occorre
allora chiedersi: può esserci un punto di incontro? La scienza
dell'alimentazione può incontrarsi positivamente con l'antropologia
dell'alimentazione?
Una risposta potrebbe scaturire
dall'associazione di due aggettivi riguardanti il cibo: tipico e funzionale.
Per tipico si intende un piatto del posto che viene dal passato ed è molto
diffuso nel territorio di appartenenza e in quest'ottica il cibo diventa il
principale narratore del territorio e racconta le persone, il paesaggio, le
memorie di famiglia. Funzionale é un
cibo scelto per un fine come ad esempio aumentare il senso di sazietà, ritardare
l'assorbimento di lipidi o carboidrati, rallentare o accelerare processi
metabolici di vario genere e tutto questo per il raggiungimento di un
equilibrio alimentare che sia armonico con il nostro benessere psicofisico.
L'anello di congiunzione tra tipico e funzionale può essere costituito
dall'educazione alimentare al piatto unico dei territori, legato alle varie tradizioni locali, ossia
un piatto che racchiuda in sé da una parte l'insieme dei sapori e dei gusti
della tradizione locale nelle diverse categorie alimentari (pane, pasta, carne,
pesce, verdura, frutta) e dall'altra la caratteristica di raggruppare in una
singola portata, nelle giuste quantità e porzioni, i diversi componenti della
piramide alimentare simbolo della sana ed equilibrata alimentazione nella
scelta giornaliera degli alimenti. Il piatto unico presente oggi sulle nostre
tavole é per lo più il risultato di una dieta dissociata (primo piatto a pranzo
e secondo piatto a cena), al passo con i ritmi frenetici di una società in
movimento che non si ferma a riflettere su come si mangia. Invece il piatto
unico del territorio nasce dal cibo come simbolo di appartenenza, dal voler
gustare in un unico piatto l'insieme dei valori e dei fattori culturali propri
che formano i "buoni" sapori, quelli genuini rappresentati dalle pietanze
tradizionali "preparate dalla zia" o la cucina di riciclo, quando il
pane raffermo non si gettava e veniva riutilizzato in cucina, la cena di magro
della Vigilia o il cibo della festa.
Un esempio di piatto unico locale é
rappresentato da quello altoatesino, dove insieme vengono affiancati filetto di
maiale, una piccola porzione di verdura e una porzione di patate; oppure
vengono serviti contemporaneamente lo spezzatino di fegato di vitello, una
porzione di riso scondito e verdure di vario genere; infine un ultimo esempio é
costituito dalla bistecca tirolese affiancata da cipolle e patate.
Di esempi ce ne sono tanti sul
territorio nazionale e tutti legati agli specifici territori, forse ciò che
manca è una sorta di globalizzazione del piatto unico, cioè un filo conduttore
visibile che faccia emergere dalle singole realtà locali il fine da
raggiungere, ovvero la non contrapposizione tra ciò che è buono e ciò che fa
bene alla salute. Se si impara a conoscere e ad avere memoria dei sapori delle
nostre terre, può essere possibile anche creare una sinergia tra questi sapori
per poterli esprimere armonicamente in un singolo piatto che può rappresentare
una fonte di energia positiva per il nostro organismo.
Silvana Cristino
Riferimenti bibliografici:
F. MARANO, Fare a occhio. Antropologia della cucina in Basilicata, Altrimedia
Edizioni 2015
C. GRASSENI, La reinvenzione del cibo. Culture del gusto tra tradizione e
globalizzazione ai piedi delle Alpi, QuiEdit 2007
C. PAPA, Il prodotto "tipico":
una costruzione multilocale, in C. PAPA, Antropologia
dell'impresa, Guerini 1999, pp. 137-170.
* Già pubblicato in SNS - Scuola Nutrizione Salernitana - https://www.facebook.com/groups/131694743536702/permalink/956363877736447/?notif_t=group_post_mention
martedì 18 agosto 2015
GLI INSOSPETTABILI : TUTTI I CIBI RICCHI DI ZUCCHERI AGGIUNTI
http://cucina.corriere.it/foto-gallery/15_giugno_07/gli-insospettabili-tutti-cibi-ricchi-zuccheri-nascosti_3f311bc6-0d4b-11e5-8612-1eda5b996824.shtml
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